.................................Indigeni Esotici Ibridi

Parlare di ibridazione sembra facile, ma non lo è. Un ibrido è il prodotto dell’accoppiamento tra due soggetti di specie diverse, che devono ovviamente avere delle interscambiabilità per poter dar luogo a prole. Le diverse specie, proprio in considerazione della loro capacità di generare soggetti ibridi, vengono dette omogenesiche. Eterogenesi quando invece, accoppiate tra loro, sono infeconde. Gli ibridi, poi , molto spesso risultano infecondi oppure la loro fecondità risulta assai diminuita rispetto a quella delle singole specie di appartenenza. Questo fatto dipende dal numero dei cromosomi che è diverso nelle singole specie, e dalla loro costituzione : per cui si ha molto spesso una riproduzione associata priva di equilibrio. Dall’ incrocio di due costituzioni diverse si ottiene un individuo, detto F1, eterozigota, che ha come caratteristica peculiare quella di mostrare,negli eventuali discendenti, le forme parentali,accompagnate dalla scomparsa dei rispettivi caratteri antagonisti.I caratteri che restano evidenziati sono quelli detti”dominanti”, quelli che scompaiono sono invece i “recessivi”.Dall’incrocio di due F1, qualora (e il caso è raro ) si possono avere soggetti fecondi sia tra maschi che tra femmine, si ottengono individui detti F2, ossia una progenie di seconda generazione costituita da forme diverse, ma in rapporti numerici statisticamente costanti fra loro. Ora per chiarire quanto detto, procediamo facendo alcuni esempi:ma prima di tutto sottolineiamo che convenzionalmente quando si parla di ibrido cardellino x canarino piuttosto che ibrido di cardinalino del Venezuela X canarino e così via, significa che la coppia che ha generato il soggetto in questione il maschio è nel primo caso di cardellino e nel secondo di cardinalino, mentre le femmine sono in entrambi i casi canarine . Nel primo caso i soggetti maschi risultano ottimi cantori, assumendo le capacità vocali del cardellino e la melodia del canarino; purtroppo la fecondità dei soggetti è da ritenersi quasi nulla. Nel secondo caso i maschi sono spesso fertili ed ottimi riproduttori , ma di solito dopo il secondo anno di vita, e sono sempre le femmine ad essere strerili.La differenza tra ibridi e meticci ( stessa razza colori diversi ) è molto grande, nel primo caso sono spesso infecondi o sterili ,nel secondo invece sono tutti fecondi. Cosa è utile e cosa non lo è. L’inutilità dei giochini ( spacchietti , sonaglini ecc.) cosa assolutamente inutile , anzi dannosa , alla vita dei nostri uccellini, ricordiamo che sono animali da gabbia non da cortile. Le mangiatoie da interno vanno usate con parsimonia e solo se non si ha la possibilità di offrire ai nostri amici tutto quello che serve nelle mangiatoie da applicare all’esterno, principalmente per una questione di igene.Una sola mangiatoia grande è indispensabile per il gri , sabietta salicea, è fondamentale per la digestione degli uccelli. L ’osso di seppia , per tutti gli uccelli allevati in cattività l’osso di seppia svolge l’insostituibile funzione di fornire calcio e di aiutare l’animale nel tenere il becco sempre in forma.In entrambi i casi faremo attenzione a fargliene trovare sempre. Una vita sana nelle stagioni calde. Un aiuto nei mesi invernali .

 

 

CARDELLINO X LUCHERINO T.N.

CARDINALINO DEL VEN.X ALARIO
CIUFFOLOTTO MEXICANO X VERDONE DI CINA

ESOTICI

Perché allevare uccelli esotici in casa o in giardino? Sono nato e cresciuto in un paese di campagna a contatto con la natura e gli animali, ho allevato varie specie e tra queste anche uccelli esotici, dai più comuni ai più rari. I loro colori, la loro allegria, la loro capacità di stupirmi sono più che sufficienti per farmi continuare. Certamente per chi è indeciso ci vuole qualcosa di più di una sola convinzione per iniziare un “allevamento”. Per questo credo sia giusto far notare come gli uccelli, per pochi e piccoli che possano essere, sono un impegno: sporcano, altre volte disturbano con il loro vociare e necessitano di un minimo di cure quotidiane. Ma il piacere che si prova ad osservare le varie fasi della riproduzione : il corteggiamento, la preparazione del nido, la deposizione delle uova, la cova, la nascita dei piccoli e il loro svezzamento; meritano il sacrificio e l'impegno . A questi ” miracoli della natura” che si ripetono all’infinito credo che nessuno possa rimanere indifferente, sia che si svolga in appartamento, in giardino in gabbie o in voliere . Con la definizione di “uccelli esotici” si è soliti indicare un po’ tutti quegli uccelli che non sono originari del luogo in qui ci troviamo e il termine “esotici” si contrappone in genere quello di “ nostrani ”. Con ciò non abbiamo detto nulla: “ esotici” sono i canarin , i pappagalli, i fagiani, i pavoni, molti uccelli acquatici che si trovano nei giardini di tutto il mondo, decine di piccoli e grandi insettivori, alcuni rapaci e anche moltissimi granivori di taglie e abitudini diverse. Possiamo specificare meglio dicendo “uccelli esotici da gabbia e da voliera” , restringendo così il campo a quelle specie la cui taglia e le sue abitudini permettono loro di vivere in spazi relativamente ristretti. Adesso vediamo alcuni dati tecnici dei nostri amici alati:

........IL PIUMAGGIO

  • Il piumaggio rappresenta il 10% circa del peso totale dell’uccello e si distingue in:
  • Penne di contorno, che ricoprono il volatile dandogli le particolari forme e colorazioni ( le timoniere della coda e le remiganti delle ali sono le penne di contorno più importanti ).
  • Piumino, che si trova sotto le penne di contorno e serve per mantenere la temperatura corporea e per trattenere l’aria durante il volo rendendolo più agevole.
  • Semipiume , che sono intermedie fra penne e piume per posizione e funzione.
  • Filopiume, che sono particolarmente setose e servono al mantenimento della temperatura e dare lucentezza al piumaggio

......LE PENNE

Le penne sono soggette alla muta , ossia al ricambio annuale, che è un periodo molto difficile per l’uccello perché per alcuni giorni deve sopportare uno stato di stress psicofisico notevole. Le penne sono formate da cinque “ parti”

  • Calamo: l a parte dello stelo che si conficca nei tessuti sottocutanei.
  • Rachide: l’asse della penna, cioè lo stelo che regge le barbe;
  • Barbe: lamelle strette e forti che , legate fra loro, formano la parete resistente all’aria che consente il volo;
  • Barbule: i piccoli uncini che legano fra loro le barbe;
  • Vessillo: l’insieme delle barbe legate tra loro, che danno alla penna il caratteristico contorno.

 

DIAMANTE TESTANERA PETTO BLU
PADDA ORYZIVORA
DIAMANTE CIDA LUNGA

 

......INDIGENI

Per indigeni si intendono quegli esemplari che sono nativi del posto. Di questa categoria fanno parte i Fringillidi sono una famiglia assai numerosa di piccoli uccelli cantori e prevalentemente granivori. L’evoluzione avvenuta nei secoli ha determinato sostanziali differenze tra le diverse specie; differenze evidenti nel becco, in alcune specie è sottile e appuntito, mentre in altre è più corto e forte o addirittura, come nei “crocieri”, con i due rami incrociati per poter estrarre i semi dalle pigne delle conifere. Il corpo invece è sempre affusolato, aerodinamico e fornito di robuste ali con nove remiganti primarie. Quasi sempre i due sessi presentano un evidente dimorfismo sessuale : il maschio è più colorato mentre la femmina ha un piumaggio più dimesso. I giovani di entrambi i sessi presentano un piumaggio simile alle femmine adulte. I fringillidi abitano quasi tutte le parti del mondo, sia come distribuzione geografica sia come tipologia di ambiente. Originari dei luoghi oppure inselvatichiti dopo che l’uomo ve li ha portati, sono diffusi nelle pianure sulle montagne, nelle foreste e nelle steppe. Alcune specie sono stanziali, altre migratrici; alcune poi sono stanziali in certe zone e migratrici in altre. Dotati di buona “intelligenza” e di notevole vivacità , sono volatili eccellenti e spesso grandi saltatori. Le corte e forti zampe hanno molta importanza nella vita quotidiana: infatti spesso questi uccelli pedonano sul terreno alla ricerca di semi di cui cibarsi intrufolandosi nei cespugli più fitti. La loro dieta è come per tutti i granivori, integrata da piccoli insetti e da germogli, soprattutto nel periodo della riproduzione. Sono cantori spesso vicini alla perfezione e nel periodo degli accoppiamenti uniscono al canto delle splendide parate nuziali. In questo periodo la loro proverbiale socievolezza lascia il posto a una certa aggressività . Forte è l’istinto di difesa della femmina nei confronti dei maschi in amore che si affrontano in lotte accanite. Si adattano facilmente, pertanto sanno sopravvivere anche in condizioni difficili, sia climatiche che in scarsità di cibo. Sono anche molto apprezzati per l’opera di distruzione che compiono nei confronti di sementi di erbe infestanti e di insetti dannosi all’agricoltura. Riproducono in nidi a coppa che alcune specie costruiscono alla estremità dei rami degli alberi. L’incubazione delle uova , curata solo dalla femmina, dura 12-14 giorni. Il maschio in questo periodo si dedica a imboccare la compagna, a tener lontani i maschi inopportuni e soprattutto a cantare. Alla schiusa il padre diventa invece super attivo: si prodiga per alimentarli il più e il meglio possibile e per difenderli dai predatori anche a costo della propria vita. Durante il periodo invernale si formano in bande anche assai numerose che vivono in piena armonia. La convivenza negli stessi territori di specie diverse è assolutamente normale. Fra i più noti esponenti di questa famiglia troviamo i fringueli i frosoni, canarini, ciuffolotti , crocieri e verzellini.

 

CIUFFOLOTTO
FRINGUELLO
CROCIERE

 

 

 

 

 

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